Le nostre rubriche

E. Munch, "Madonna", litografia, 1895 A

ABBIAMO VISITATO PER VOI…”Edward Munch” – Genova Palazzo Ducale

Dal 26 novembre 2013 al 27 aprile 2014 presso Palazzo Ducale – Genova.  Nel 150esimo anniversario della nascita, una retrospettiva d’eccezione celebra Edvard Munch attraverso 80 capolavori provenienti da collezioni private.

Confrontarsi con le opere e il percorso artistico di autori come Munch, significa guardare dentro quello strappo senza precedenti verificatosi nell’arte del XX secolo nel passaggio dal naturalismo di stampo impressionistico, ad una pittura nuova, dominata sempre di più dal soggettivismo, dalla sensibilità illuminata dell’artista e dal suo sguardo indagatore sul mondo.

L’ARTE E’ IL SANGUE DEL NOSTRO CUORE” […] “La mia arte è un’autoconfessione. Con essa, cerco di chiarire il mio rapporto con il mondo. Ciò potrebbe anche essere definito egotismo. Eppure ho sempre pensato e sentito che la mia arte potrebbe essere d’aiuto agli altri per chiarire la loro stessa ricerca di verità”.

Influenzato dalle esperienze parigine, dall’incontro con l’impressionismo, catturato dal fascino del giapponismo come tanti suo contemporanei, passando per l’opera di Gauguin e di Van Gogh, quella di quest’ultimo in modo particolare ne influenzò in modo decisivo la pennellata e il processo di “deformazione delle forme”, Edvard Munch approdò ad esiti totalmente nuovi nel panorama artistico di quegli anni, superando quei presupposti che nel 1910 Roger Fry definì “Post-impressionisti” e predisponendo l’antefatto del movimento espressionista.    Segnato dalla morte e dal dramma della malattia, Munch sviluppò questi temi in modo ossessivo. Amore, inquietudine e morte, vanno così a costituire quel progetto incompiuto definito “Fregio della vita”, che l’artista norvegese sviluppò negli ultimi due decenni del XIX secolo, attraverso le espressionisti artistiche più diverse: testi letterari, dipinti, disegni, incisioni e mezzi grafici vari, in una sperimentazione senza fine, a testimonianza dell’incapacità di ogni strumento di coglierne l’essenza. La pittura è per Munch un’esigenza ineludibile, tanto quanto il respirare, è un atto fisico. L’artista si accanisce sugli strati di colore, solca letteralmente la superficie pittorica incidendola con il retro del pennello e impone alle sue opere la sua “Cura da cavallo”, lasciando le tele esposte alla pioggia e alla neve affinché la casualità degli eventi aggiunga ciò l’artista non può controllare.

“La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo. (…) La Natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo” […] “Devo dipingere gente viva, gente che respira, che soffre e ama. Sento che lo farò, che sarà facile. Bisogna che la carne prenda forma“.

VOTO ABC: A (da non perdere!) 

Voto ABC (A=da non perdere! – B= interessante! – C=perché no?!)

SITO UFFICIALE: www.mostramunch.it