Le nostre rubriche

Pierre Auguste Renoir, "La balançoire" o "L'altalena", 1876 A

ABBIAMO VISITATO PER VOI… “RENOIR – Dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie”

Dal 23 ottobre 2013 al 23 febbraio 2014 presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, i capolavori dell’impressionismo di Renoir dalle Collezioni del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie di Parigi.

Comprendere l’opera di Renoir significa immergersi nella novità del moderno che irrompe nella realtà parigina della seconda metà Ottocento. Scrive Charles Baudelaire nella raccolta di scritti “Le Peintre de la vie moderne “, sul compito dell’artista e sull’esigenza di cercare la bellezza della modernità:

“La modernità è al transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell’arte, di cui l’altra metà è l’eterno e l’immutabile […] perché ogni modernità acquisti il diritto di diventare antichità, occorre che ne sia stata tratta fuori la bellezza misteriosa che vi immette, inconsapevole, la vita umana” […]

“Il bello, la moda e la felicità”: “Il bello è fatto di un elemento eterno, invariabile, la cui quantità è oltremodo difficile da determinare, e di un elemento relativo, occasionale, che sarà, se si preferisce, volta a volta o contemporaneamente, l’epoca, la moda, la morale, la passione. Senza questo secondo elemento, che è come l’involucro dilettoso, pruriginoso, stimolante del dolce divino, il primo elemento sarebbe indigeribile, non degustabile, inadatto e improprio alla natura umana. Sfido chiunque a scovarmi un esemplare qualsiasi di bellezza dove non siano contenuti i due elementi”.

Il “bello, la moda e la felicità“, ecco la tavolozza di temi che Renoir affronta nelle sue opere. La Parigi dell’Ottocento è il centro vorticoso di un’Europa dal progresso galoppante, ricca di soggetti contraddittori e poetici, che chiedono di essere catturati dallo sguardo sensibile dell’artista.
Ed ecco i balli, la campagna e la città, due mondi a confronto, due affondi complementari e antitetici di una stessa bellezza, con la quale Renoir si confronta con una sottile ironia ritraendo amici e modelle.
Sullo sfondo e in primo piano, il paesaggio di una realtà urbana tramutata dalla modernità. Per Renoir progresso e natura non sono conflittuali ma raccontano di una capacità dell’uomo di addomesticare lo spazio e il tempo, così il viadotto ferroviario si intravede tra le macchie frondose delle campagne francesi, in un rapporto di integrazione quasi armonioso.
E poi la donna, motivo quasi ossessivo di una ricerca che si protrarrà per tutta la sua vita, la descrizione della moda e delle sofisticherie femminili, la purezza, la voluttà e la maternità delle donne ritratte che lo conducono fino a quell’oltre pittorico, de “Le bagnanti“.
Le bagnanti” sono il lascito, inizialmente incompreso, che Renoir dona in eredità a tutto il Novecento da Picasso fino a De Chirico.

VOTO ABC: A (da non perdere!)
Voto ABC (A=da non perdere! – B= interessante! – C=perché no?!)

Report a cura di Luca De Chiara

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